lunedì 30 dicembre 2024

Fedeli Alla Parola Di Dio

 

FEDELI ALLA PAROLA DI DIO




“Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità da parte di Dio in presenza di Dio , in Cristo

 (II Corinzi 2:17)

 

L’apostolo Paolo scrivendo ai credenti di Corinto in un Periodo in cui l’apostasia stava sviluppandosi, teneva a precisare ispirato dallo spirito Santo quale fosse il fondamento suo e di quanti come lui erano disposti al servizio del Signore: la genuina Parola di Dio e la sincerità con la quale essi l’annunciavano. Ciò ci conferma in modo inequivocabile, l’importanza di tale parola e la necessità per ogni cristiano di essere mosso da sincerità.

La vera parola accettata nel cuore è capace di trasformare le persone, dalle più importanti alle più semplici. Ciò è possibile solamente nel momento in cui la si accetta come legge ferma e costante nel tempo, che s’avvera nei fatti e che determina i diritti e i doveri tra Dio e l’uomo. Ecco la ragione per cui è necessario che essa non venga adulterata.

Molti non si attengono alla pura genuinità della parola ed oggi sembra proprio che stia realizzandosi quello che lo stesso Paolo scriveva a Timoteo

 

“… Verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le proprie voglie e distoglieranno le orecchie della verità e si volgeranno alle favole (II Timoteo 4:3,4)

 

È quindi estremamente importante che i veri cristiani abbiano una buona conoscenza della Parola, affinché non siamo dei bambini sballottati e portati qua e la da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma che seguitando verità in carità, noi cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo ( Efesini 4:14,15)

 

Studio Trascritto da Libro Pensieri del Cuore da Salvatore Bocchetti

 

Grazie per Aver  letto Questo  studio e Grazie per il vostro sostegno grazie a voi che con le vostre visualizzazioni mi incoraggiate a proseguire in questo lavoro vi Auguro un felice Anno Nuovo il Signore vi Benedica

 

30/12/2024

lunedì 23 dicembre 2024

Fede nella sovranità di Dio

 

FEDE NELLA SOVRANITA’ DI DIO

 


“Ma anche se aveste a soffrire per cagione di giustizia, beati voi ! E non vi sgomenti la paura che incutono e non vi conturbate… poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi di questo stesso pensiero che, cioè, colui che ha sofferto nella carne ha cessato dal peccato (I Pietro 3:14;4:1)

 

 

Cristo da forza spirituale ai credenti per farli risultare vittoriosi sulle sofferenze, secondo l’esempio da Lui stesso fornito. Quando disse ai discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrir molte cose… ed esser ucciso”, Pietro non capì che quelle sofferenze rientravano nella volontà di Dio. Ecco perché rimproverò il Signore dicendo “

questo non ti avverrà mai

(Matteo 16:21,22)

Ma attraverso gli anni l’apostolo imparò che tutti possiamo sperimentare l’umilizione e la sofferenza e che bisogna rinunciare ad alcuni piaceri personali pur di seguire il Signore

“Perché a questo siete stati chiamati: Poiché anche Cristo ha patito per voi lasciandovi un esempio onde seguitate le sue orme

(I Pietro 2:21)

La nostra reazione di fronte alle afflizioni dipende dalla fede che abbiamo nella sovranità di Dio. Se realizziamo che tutte le cose cooperano al nostro bene e che a attraverso le tribolazioni veniamo davvero fortificati allora loderemo il Signore in ogni Circostanza.

“Or l’Iddio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà Egli stesso vi renderà saldi, vi fortificherà

(I Pietro 5:10)

 

Fede nella Sovranità di Dio studio tratto dal Libro Pensieri del Cuore trascritto da Salvatore Bocchetti 23/12/2024

 

lunedì 16 dicembre 2024

Manifestare L'amore di Cristo

 

MANIFESTARE L’AMORE DI CRISTO






poiché tutta la legge è adempiuta in Quest’unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate gli uni gli Altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri. Or io dico camminate per lo spirito e non adempirete i desideri della carne”

(Galati 5:14,15)

L’amore deve essere il Principio a cui ispirarsi in ogni decisione. La Scrittura ci ordina di amare tutti. Ma dobbiamo mostrare amore in modo Particolare agli altri credenti

(Giovanni 13:35)

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

 

Poiché fanno parte con noi de corpo di Cristo. “Siamo membra gli uni degli altri

(Efesini 4:25)

Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri.

Cioè intimamente connessi come lo sono le varie membra di un organismo. Cristo e il capo e “noi siamo le membra del suo corpo

(Efesini 5:30)

poiché siamo membra del suo corpo.

Nessuna parte può essere separata dal corpo senza danneggiare tutto l’insieme poiche tutte le parti dipendono l’una dall’altra. Non possiamo ignorare l’obbligo di amare gli altri “di cuore intensamente”

(I Pietro 1:22)

Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amore fraterno, amatevi intensamente a vicenda di puro cuore,

Persino coloro che reputiamo indegni de l nostro amore. Manifestare l’amore di Cristo permette di superare divisioni e amarezze e ristabilire cosi l’unita dello Spirito. Dio odia le divisioni. Non importa se abbiamo delle valide ragioni da parte nostra: dobbiamo fare ogni tentativo per ristabilire la comunione fraterna. In questo Dio non ammette eccezioni.

(Galati 6:1)

Quand’anche uno sia stato colto in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo con lo spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato”

 

 

Studio tratto dal libro pensieri del Cuore

Studio Trascritto da Salvatore Bocchetti


16/12/2024

lunedì 9 dicembre 2024

COLLOBORATORI DI DIO

 

COLLOBORATORI DI DIO







“Dopo egli, partitosi da Atena, venne a Corinto. E trovato un certo giudeo, per nome Aquila…. Insieme con Priscilla sua moglie… siccome era del medesimo, mestiere, dimorava con loro e lavoravano; poiché, erano fabbricanti di tende”

(Atti 18:1-3)

 

Aquila e Priscilla affrontarono un’ingiusta umiliazione quando furono costretti a lasciare Roma perché erano ebrei. Ma Dio stava guidando la loro vita. Si trasferirono a Corinto, dove si dedicarono a un ‘attività commerciale . presto incontrarono l’apostolo Paolo che si era stabilito a Corinto dopo l’esperienza scoraggiante di Atene. Dopo Qualche tempo Aquila e Priscilla lasciarono la loro occupazione per assistere Paolo nel suo viaggio

Paolo ritorna ad Antiochia

Quanto a Paolo, dopo essersi trattenuto ancora molti giorni, prese commiato dai fratelli e, dopo essersi fatto radere il capo a Cencrea, perché aveva fatto un voto, s'imbarcò per la Siria con Priscilla e Aquila

. (Atti 18:18)

Poi tornarono a Roma, dove Rischiarono “il proprio collo

Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù,  i quali hanno rischiato la vita per me; a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni (Romani 16:3,4)

 

L'opera della Chiesa delle origini ebbe straordinaria efficacia grazie a credenti comuni come Aquila e Priscilla per i quali evangelizzare era la cosa di gran lunga più importante. Si dimostrarono infatti disposti ad aiutare con tutte le loro forze coloro che erano stati chiamati a predicare la parola di Dio. Aquila il Priscilla quando furono costretti a lasciare la loro casa avrebbero potuto lamentarsi e mormorare. Invece confidarono in Dio anche durante quell'amara esperienza, ricevendo una più profonda rivelazione del suo amore. Dopo quella prova avrebbero potuto permettere chi è la sicurezza economica raggiunta a. Corinto li trattenesse dal servire a tempo pieno il signore; ma in loro cuore era fisso sui valori eterni. Dio prepara sempre le situazioni in cui verremmo a trovarci, non soltanto per mettere alla prova la sincerità della nostra chiamata, ma anche per renderci più efficaci nel suo servizio

 

Studio Trascritto da Libro Pensieri del Cuore da Salvatore Bocchetti

 

08/12/2024

lunedì 2 dicembre 2024

LA LUCE DELLA VITA

 

LA LUCE DELLA VITA




“…io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce “

(Giovanni 8:12)

 

Il mondo incredulo ha scelto le tenebre del peccato perché l’iddio di questo secolo ha accecato le menti  .

 

II Corinzi 4:4).

per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio.

Ma quelli che hanno accettato Cristo come Salvatore sono passati dalla morte alla vita. Non amano più le “tenebre”, ma desiderano la “luce”, cioè l’istruzione che viene dalle scritture. Per i credenti, la Parola di Dio è una lampada ed e una lampada ed e una luce del mondo sul cammino

(Salmo 119:105)

La tua parola è una lampada al mio piede

e una luce sul mio sentiero.

Sapere che Cristo è la luce del mondo, o credere che la Bibbia è la parola di Dio, di per se non da alcuna illuminazione. Il credente riceve luce leggendo la Scrittura, pregando e permettendo allo Spirito Santo di guidare la sua vita.

 

(Giovanni 16:13)

quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.

Possiamo leggere più volte un versetto della Bibbia senza affermarne il pieno significato. Poi, alla lettura successiva riceviamo una luce che ci arricchisce di una comprensione. La chiave per ricevere luce nella lettura della Parola di Dio è ubbidire alla luce di cui lo Spirito Santo ci ha già fornito.”

 

(I Giovanni 1:6,7)

Se diciamo che abbiam comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mentiamo in pratica la verità; ma se camminiamo nella luce, com’Egli è nella luce, abbia comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù suo figliuolo, ci purifica da ogni peccato”

 

 

Studio Trascritto da Salvatore Bocchetti dal Libro Pensieri del Cuore

 

In Data 01/12/2024

lunedì 25 novembre 2024

IL BUON SAMARITANO

 

IL BUON SAMARITANO

 



“Ma un Samaritano che era in viaggio giunse presso a lui; e vedutolo, n’ebbe pietà” ( Luca 10:33)

 

In risposta alla domanda di un dottore della legge- “E chi è il mio prossimo?” -Gesù narrò questa splendida parabola che racconta di un uomo che e stato battuto, derubato e lasciato “mezzo morto”

(Luca 10:29-37)

 

Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all'oste e gli disse: "Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno". Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté nei ladroni?» Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va', e fa' anche tu la stessa cosa».

 

Il sacerdote e il levita avrebbero dovuto essere i primi a mostragli compassione, invece lo evitarono accuratamente entrambi potevano accampare varie scuse per giustificare la loro cinica indifferenza in primo luogo il fatto che stavano andando a servire Dio nel tempio e non potevano correre il rischio di contaminarsi. Per quanto ne sapevano quel poveretto poteva essere anche morto! E toccare un cadavere li avrebbe resi impuri.

 

(Numeri 19:11-19)

 chi avrà toccato il cadavere di una persona umana sarà impuro sette giorni.  Quando uno si sarà purificato con quell'acqua il terzo e il settimo giorno, sarà puro; ma se non si purifica il terzo e il settimo giorno, non sarà puro. 1Chiunque tocchi un morto, cioè il corpo di una persona umana che sia morta, e non si purifica, contamina la dimora del SIGNORE; e quel tale sarà tolto via da Israele. Siccome l'acqua di purificazione non è stata spruzzata su di lui, egli è impuro; ha ancora addosso la sua impurità.
 Questa è la legge: quando un uomo sarà morto in una tenda, chiunque entrerà nella tenda e chiunque sarà nella tenda sarà impuro per sette giorni.  Ogni vaso scoperto sul quale non sia un coperchio ben fermo sarà impuro. Chiunque, nei campi, avrà toccato un uomo ucciso da un'arma o morto per cause naturali, o delle ossa umane, o un sepolcro, sarà impuro per sette giorni.  Per colui che sarà divenuto impuro si prenderà della cenere della vittima arsa per il peccato, e vi si verserà su dell'acqua di fonte, in un vaso;  poi un uomo puro prenderà dell'issopo, lo intingerà nell'acqua e spruzzerà la tenda, tutti gli utensili, tutte le persone presenti e colui che ha toccato l'osso o l'ucciso o il morto o il sepolcro.  L'uomo puro spruzzerà l'impuro il terzo giorno e il settimo giorno, e lo purificherà il settimo giorno; poi l'impuro si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua e sarà puro la sera.

 

Il sacerdote e il levita sapevano bene che la legge insegnava: “Se vedi l’asino del tuo fratello o il suo bue caduto nella strada, tu non farai vita di non averli scorti, ma dovrai aiutare il tuo fratello a rialzarlo

 

(Deuteronomio 22:4)

Se vedi l'asino di un tuo fratello o il suo bue caduto sulla strada, tu non farai finta di non averli visti, ma dovrai aiutare il tuo prossimo a rialzarlo.

 

Cristo e buon samaritano venuto dal cielo che ha visto l’umanità perduta e moribonda lungo le vie di questo mondo, derubata della vita spirituale. Egli ha fasciato le nostre ferite, vi ha versato sopra l’olio dello Spirito Santo ci ha purificato con il suo Sangue e ci ha fatto rialzare.

 

Studio scritto da Salvatore Bocchetti

Studio preso dal Libro Pensieri del Cuore

lunedì 18 novembre 2024

Scelta Infelice

 

UNA SCELTA INFELICE


 

Che farò di buono per aver la vita eterna?... che mi manca ancora (Matteo 19:16,20)

 

Un giovane ricco andò da Gesù e si inginocchio dinanzi a Lui, rivolgendogli una domanda importante: “Che farò io di buono per avere la vita eterna?”. Egli desiderava avere la certezza della salvezza ma tutte le sue buone opere lo lasciavano insoddisfatto. Per questo chiese: “ Che mi manca?”.

Forse pensava di aver fatto il possibile per rendersi gradito al Signore. Ma quando Gesù disse: “Va vendi cio che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguitami”,, il giovane se ne andò contristato, perché aveva di gran beni”

 

Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni.( Matteo 19:21,22).

 

 Con quella richiesta, Gesù evidenziò che il vero problema del giovane era l’avidità e  l’avarizia. Il suo dio erano le ricchezze, ma ora era chiamato a guardare in faccia la realtà. Purtroppo amava il denaro più di Gesù e scelse di rinunciare alla vita eterna piuttosto che rinunciare al superfluo e accettare Cristo come Salvatore.

Ancora oggi, poveri e ricchi sono di fronte alla scelta di compiacere al Signore più di quanto ambiscono a delle soddisfazioni materiali. Gesù non soltanto può perdonare chi si ravvede dalla cupidigia, dalle passioni impure, dalla superbia, ma è anche in grado di assicurare la forza necessaria a vincere questi mali.

 

 

 

lunedì 11 novembre 2024

L’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO

 

L’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO


 

Avete seminato molto e avete raccolto poco;
voi mangiate, ma senza saziarvi;
bevete, ma senza soddisfare la vostra sete;
vi vestite, ma non c'è chi si riscaldi;
chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa bucata». (Aggeo 1:6)

 

Grazie al deserto di Ciro, i giudei erano tornati a Gerusalemme avevano ricostruito l’altare, ristabilito il culto quotidiano e gettato le fondamenta del secondo tempio. Ma il loro entusiasmo si era ben presto smorzato, e la continua opposizione dei nemici samaritani aveva tenacemente ostacolato la costruzione dei lavori. Può sembrare incredibile, ma dopo quattordici anni il tempio non era stato riedificato. Speravano in tempi migliori e in una minore opposizione.

Aggeo proclamò cinque messaggi sollecitando il popolo a mettere Dio al primo posto nella loro vita. Prestando ascolto alla Parola dell’Eterno, i giudei ripresero la costruzione del tempio che fu completato in soli quattro anni.

Ancora oggi l’opera di Dio subisce ritardi per motivi analoghi. È l’ascolto della parola di Dio che rinnova il nostro amore e la determinazione a mettere il Signore al primo posto nostra vita.

 

cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose ti saranno sopraggiunte (Matteo 6:33)

 

Questo Studio e scritto dal Libro Pensieri del Cuore

 

Studio scritto da Salvatore Bocchetti dal Libro Pensieri del Cuore

 

11/11/2024

martedì 5 novembre 2024

CONOSCERE DIO

CONOSCERE DIO


Ascoltate la parola del SIGNORE, o figli d'Israele.
Il SIGNORE ha una contestazione con gli abitanti del paese,
poiché non c'è verità, né misericordia,
né conoscenza di Dio nel paese:

(Osea 4:1)

Dio paragonò il suo rapporto con gli israeliti ad un matrimonio essi erano per lui come una moglie. Dio era per loro come un marito

(Isaia 54:5)

Poiché il tuo creatore è il tuo sposo;
il suo nome è: il SIGNORE degli eserciti;
il tuo redentore è il Santo d'Israele,
che sarà chiamato Dio di tutta la terra.

Il fatto, quindi, che Israele avesse abbandonato Dio e si fosse rivolto agli idoli delle nazione pagane era paragonabile a una moglie che abbandona il marito per andare a vivere con altri uomini. Dio accuso Israele di aver rigettato il suo amore

 

quando Osea dichiaro che non c'era “conoscenza di Dio” non intendeva che il popolo ignorasse l'esistenza di Dio o della sua parola, ma che non dimostrava alcun interesse nel compiere la sua volontà.

Non c'era una conoscenza come quella di cui si parla nel Vangelo di Giovanni:

 

 E’ questa e la vita eterna: che conoscano te, il solo Dio e colui che tu hai mandato, “Gesù Cristo”

 (Giovanni 17: 3)

 Tale conoscenza Di Dio consegue non soltanto all'ascolto della sua parola ma soprattutto al fatto di credere e agire in base ad essa.

 

Perché mi chiamate signore, signore, e non fate quel che dico? (Luca 6:46 )

 

Studio tratto dal libro pensieri del cuore

 

Salvatore Bocchetti

0 4/11/2024

 

 

 

 

 

LA COSTANZA DELLA FEDE

 

LA COSTANZA DELLA FEDE





Daniele si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava Dio come era solito fare anche Prima

(Daniele 6:10)

La costante devozione al Signore mostra dal Profeta è una grande zione per tutti noi. La sua forza veniva da Dio ed egli voleva piacere a Lui Ogni giorno. Quando giunse la crisi, Daniele non aveva bisogno di modificare le sue abitudini per fronteggiarla: continuava a restare fermo nel suo Dio. Soltanto se ci pieghiamo davanti al Signore in preghiera, potremo rimanere dritti dal davanti al Signore in preghiera, potremo rimanere dritti davanti al nemico.



VINCI LA PAURA

 

VINCI   LA PAURA


Giosafat ebbe paura si dispose a cercare il Signore, bandi un digiuno per tutto giuda

 

Mentre lo cerchi con tutto il cuore il Signore trasforma la tua paura in pace. Fiduciosa serenità. Cosi gusterai la grandezza di Dio avvertirai la certezza che egli opererà nella tua vita. Come Giosafat ascolterai la voce del Signore che dirà  “Non temete e non vi sgomentate a causa di questa moltitudine; poiché questa non è battaglia vostra ma di Dio (II Cronache 20:15). Confida in Dio e vedrai la vittoria della fede nella tua vita e nella tua famiglia 


(II Cronache 20:3)

IL SIGNORE MISERICORDIOSO

 IL SIGNORE MISERICORDIOSO

Egli non Serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia

(Michea 7:18)

Abele fedele e pieno di gratitudine nonostante il peccato e l’esilio dei suoi genitori. Dall’altra l’ostinato e ribelle Caino il cui Peccato lo costrinse a un’esistenza lontana da quel Dio che aveva cercato di salvarlo. E cosa farai? Accetterai la misericordia che il Signore ti sta offrendo?



NON PERDERE TEMPO

 

NON PERDERE TEMPO




Tutti i nostri Giorni svaniscono per la tua ira; finiamo i nostri anni come un soffio

( Salmo 90:9)

 

Il tempo perduto nella nostra vita di Peccato e di essere Liberati dalla morte eterna. Come ? accettando il perfetto sacrificio di Gesù nella nostra vita. Cristo morendo sulla croce ha sconfitto per sempre la morte e ci ha donato una nuova vita piena, eterna e lontana dal peccato. Coraggio non perdere altro tempo!

L'INVIATO DI GESù

 





Accogliere gli inviati di Gesù richiede fede e apertura di cuore.

 

Giovanni 13:20

In verità, in verità vi dico: chi riceve colui che io avrò mandato, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato».

 

Contesto: Gesù sta parlando ai suoi discepoli poco prima della sua crocifissione. Questo discorso è pieno di insegnamenti e promesse importanti.

Accogliere Gesù significa anche accogliere Dio Padre, poiché Gesù è stato mandato dal Padre. Questo evidenzia l’unità tra Gesù e Dio.

I discepoli sono inviati nel mondo per rappresentare Gesù e portare il suo messaggio. Questo ci incoraggia noi credenti a vedere l’importanza della nostra missione e del nostro ruolo come rappresentanti di Cristo.

Il significato più profondo di questo versetto e che Gesù afferma che chi accoglie i suoi inviati, accoglie lui stesso e, di conseguenza, accoglie Dio Padre. Questo sottolinea l’importanza della missione degli apostoli e dei credenti come rappresentanti di Cristo sulla Terra.

I discepoli sono chiamati a portare il messaggio di Gesù nel mondo. Questo incoraggia i credenti a riconoscere la loro responsabilità e il loro ruolo come ambasciatori di Cristo, portando il suo amore e la sua verità agli altri.

Accogliere gli inviati di Gesù richiede fede e apertura di cuore. Questo invita i credenti a essere accoglienti e a riconoscere la presenza di Cristo negli altri, specialmente in coloro che portano il suo messaggio.

Anche dopo la sua ascensione, Gesù continua a operare nel mondo attraverso i suoi discepoli. Questo sottolinea la continuità della missione di Cristo attraverso i secoli, attraverso la Chiesa e i suoi membri.

Queste riflessioni offrono una comprensione più profonda del versetto e del suo significato per la vita dei credenti.

Apriamo il cuore a Gesù che ci dona la grazia della Salvezza.

 

Dio vi Benedica

Salvatore Bocchetti.

 

17/08/2024

PAURA DI CONOSCERE DIO





(Salmi 119:120)

Tu mi fai rabbrividire di paura; io temo i tuoi giudizi.

 

Paura di conoscere Dio, questo pensiero lo percepiscono parecchie persone per un semplice motivo, avere paura di sbagliare nei confronti di Dio.

Tuttavia, è un’idea sbagliata dell’essere umano, queste persone sono tutti quelli che non vogliono conoscere Dio per la loro convenienza di non essere giudicati, forse anche per una paura di offendere colui che ci ha creato, è questo mette l’ansia e paura nei confronti di Dio.

Quest’uomo, che Dio ha creato, nel modo di vivere oggi in questo mondo di condotte immorali, avverte in sé due motivazioni di contrasti: la prima è la sua volontà di decidere cos’è il bene e cos’è il male. La seconda è di non accettare che sia Dio a decidere. Se si pensa alla prima possibilità, si prova un senso di tranquillità, dato che è l’uomo a decidere. Se invece proviene da Dio, allora arriva il dubbio, e da questo inizia il timore nelle nostre menti che iniziano pensando sé ho fatto o non ho fatto la volontà di Dio? Mi salverò o mi perderò? Qui è l’inizio della paura di conoscere Dio.

(Proverbi 29:25)

La paura degli uomini è una trappola, ma chi confida nel Signore è al sicuro.

 

In questo contesto di cui abbiamo parlato, vivere nella paura di Dio dimostra di nascondersi da Lui, forse per il terrore della sua ira. L’uomo non deve avere paura di Dio, sappiamo molto bene che Dio è il nostro Padre celeste, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, ci perdona sempre dei nostri peccati quando ci ravvediamo, per cui questo non è il motivo di avere paura di Lui!

La paura di Dio fa male al nostro cuore invece che del bene, e non è quello di cui parla la Bibbia.

Leggiamo qualche versetto della Bibbia dove Dio ci dà fiducia del suo amore.

(Proverbi 1:33)

Ma chi mi ascolta starà al sicuro, vivrà tranquillo, senza paura di nessun male».

 

(Proverbi 3:24)

Quando ti coricherai non avrai paura; starai a letto e il tuo sonno sarà dolce.

 

La paura di conoscere Dio non dovrebbe creare in noi un’ansia, ma principalmente a muoverci in una direzione di amore verso Dio e a confidare nella sua amorevole preoccupazione per noi quando chiediamo aiuto per le nostre cadute nel peccato.

Quando pensiamo al combattimento di scelta che facciamo nei nostri pensieri, diventa una vera battaglia interiore che iniziano dalle nostre incertezze, dalle preoccupazioni e delle visioni che è circondata dal nostro nemico, chiamata paura di conoscere Dio.

Nel versetto di Matteo 8:26, comprendiamo di avere paura in assenza fede.

(Matteo 8:26)

Ed egli disse loro: «Perché avete paura, o gente di poca fede?»

Allora, alzatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia.

 

Quando si diffonde la paura nel nostro cuore, allora siamo portati ad abbatterci sia fisicamente che moralmente senza seguire il Signore con l’umiltà e l’obbedienza verso di lui.

Ci sono parecchie paure nei pensieri dell’uomo verso Dio. La paura che Dio non ci ascolti. Che Dio non ci aiuti. Che Dio si sia allontanato da noi. Che Dio sia dispiaciuto per i nostri peccati. Che Dio pensa di noi per non aver pregato abbastanza. Che Dio non ci dà la sua protezione. Di non essere stati conquistati dall’amore di Dio. Infine, la paura è un vero sacrificio della vita che, spesso, ci diamo noi stessi.

La paura verso Dio, non ci fa essere dei cristiani disciplinati e nemmeno sottomessi a lui e del suo amore, e comunque non genera in noi nemmeno il coraggio e la forza che ci dona lo Spirito Santo.

Se siamo circondati dall’amore di Dio, questo è un dono che fa di noi degli esseri affettuosi, perché siamo presi dal suo amore.

Lasciamoci prendere da questo grande amore, un padre che ci ama tanto, ci ama con tutto il suo cuore. E questo è una realtà bella, di vedere Dio come un Padre amorevole che ci toglie la paura e ci dà tanto amore.

 

(1Giovanni 4:18)

Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore.

 

L’amore di Dio annulla ogni paura perché Dio ti guarda con gli occhi della persona amata e con il sorriso che t’illumina la vita.

 

 

Salvatore Bocchetti

Arezzo 02/09/2024